La storia della "Ca' dul Dutur", la "Casa del medico" di Via Jerago

18.03.2014 14:02

Acquistata dal Comune nel 1910 con i fondi di un lascito di benefattore besnatese, fu destinata a residenza ed ambulatorio medico fino agli anni '60, poi  lasciata in stato di abbandono.

Conosciuta dai Besnatesi come "La ca' dul dutur".  Ricordi delle visite all'ambulatorio.

 

Erano i primo anni del 1900 e l'economia del paese di Besnate si basava sul settore manifatturiero ed anche agricolo.

 

In una società generalmente povera spiccavano alcune persone benestanti quali il sig. Ampelio Rosa e la moglie Villa Virginia, benefattori.     Nel 1910 Ampelio Rosa lasciò per testamento all'Amministrazione Comunale la somma di lire 12.000 affinchè istituisse una condotta medica per i poveri.

Infatti il 3 febbraio 1910 il sig. Paolo Rosa adempiendo alle volontà del fratello Ampelio offrì 10.000 lire da devolvere "per l'acquisto di una casetta in Besnate (nell'attuale Via Jerago) per il suo miglioramento e la sua manutenzione" affinchè essa venisse destinata ad abitazione del medico con obbligo di residenza in Besnate.

L'ufficiale sanitario di allora era il dott. Giuseppe Panizzera che curava i malati besnatesi. Nella foto sopra, a destra,  la Via Jerago dell'epoca (direzione Besnate, vista dal Mottarello). La seconda casa di destra potrebbe corrispondere alla nostra  Ca dul dutur  o forse ancora  Trattoria del Toppione. Nella seconda foto a destra, la villa in Via Jerago dopo la ristrutturazione.

Successivamente, nell'anno 1921, a ringraziamento  del gesto benefico, il Sindaco sig. Coarezza Ettore dedicò un tratto dell'allora Via Campo Santo (in gergo popolare "costa dul cugituur" cioè salita del coadiutore, perchè pare che la casa a destra in cima alla salita fosse stata nel ' 700 dimora del coadiutore del parroco ) ad Ampelio Rosa mentre a Paolo venne dedicata la strada che porta ancora oggi all'oratorio ed alla scuola materna.

La casa acquistata era in origine un''osteria, la "Trattoria del toppione" che venne ristrutturata e prese l'aspetto attuale. "Toppione" per il cortile coperto da un pergolato di vite, come era frequente fare in quell'epoca.

Dal punto di vista tecnico/formale nel 1910 la proprietà venne assegnata alla Congregazione di carità, poi ECA (Ente Comunale di Assitenza), quindi dopo l'abolizione dell'ente, nel 1978 l'immobile passò tra le proprietà comunali.

Fu pertanto la residenza del medico "condotto", corrispondente alll'attuale medico di famiglia fino agli anni '60, con il dott. Guido Perina, prima che lo stesso costruisse proprio di fronte la casa di proprietà della famiglia Perina. Poi per un ventennio circa restò solo l'ambulatorio.

Il dott. Guido Perina è ricordato ancora oggi con stima dai besnatesi che all'epoca erano piccoli o giovani. Sia per la disponibilità e valenza come medico ma anche perchè esercitava nello stesso ambulatorio la professione di dentista, ovviamente con i metodi e le strumentazioni dell'epoca. Molti ricordano ancora con paura gli interventi dentistici.

La casa non venne più abitata e le Amministrazioni comunali succedutesi l'hanno lasciata degradare nel tempo, rimandando di continuo la decisione sul cosa fare di questo immobile. Nel tempo si ipotizzò destinabile a biblioteca, centro anziani ma anche di venderla, o di farne area parcheggi (e speriamo che ciò non avvenga !!), comunque non se ne fece nulla.

Oggi versa in uno stato di totale abbandono e la parte posteriore (non visibile) pare essere addirittura a rischio crollo, come la recinzione in muratura. L'augurio è che l'immobile possa essere quanto prima recuperato e messo e a disposizione dei besnatesi, per servizi all'altezza della sua storia centenaria, risorse di bilancio permettendo, naturalmente, ma anche di idee.

 

Poichè, come detto, fino agli anni '60 al piano terra c'era l'ambulatorio medico/dentistico, è curioso venire a conoscere ancora oggi quanto quell'ambiente e la portina di accesso soprattutto (quella ora sbarrata con due assi), riportino alla memoria momenti drammatici per bambini e ragazzi dell'epoca, che quella soglia dovevano varcarla per le cure mediche, in particolare dei denti.

Si consideri che in quel tempo le cure consistevano essenzialmente nell'estrazione del dente o nella riparazione/trapanazione senza anestetico.

A tal proposito riportiamo i commenti ripresi da facebook, che rendono bene gli incubi che quella porta, quel vialetto, quella saletta d'attesa suscitavano e riportano ad un simpatico spaccato su quei tempi (nella foto a lato il famoso vialetto e l'entrata nella saletta d'attesa, tanto inquietante - .....c'erano quattro sedie di vimini...un piccolo divanetto ed un tavolino con le riviste...tutto in vimini verde e bianco...un piccolo attaccapanni...quadretti cruenti  ed il bagno sempre chiuso).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testi ripresi da facebook:

  • Latino Paolo Da piccolo mi facevo questo vialetto mano nella mano con mia Mamma che mi trascinava,mi si stringeva lo stomaco e mi tremavano le gambe perchè dentro c'era il Dott.Guido Perina pronto a farmi qualche puntura o a cavarmi un dente....c'era la ghiaia sotto i piedi....l'entrata nella sala d'attesa era a destra....quella porta per anni è stata il mio incubo peggiore
     
  • Camillo Luini ... e nell'attesa di farsi strappare o trapanare un dente, nella sala d'aspetto quei quadretti del terrore con scene di cruente estrazioni......saranno state esperienze che ti temprano ma ancora oggi il dentista ci fa paura. (Nella saletta d'aspetto, quattro o cinque di questi quadretti tipo, ti facevano venire proprio la voglia di scappare).
     
  • Pietro Luigi Fedeli ....C'erano quattro sedie di vimini...un piccolo divanetto ed un tavolino con le riviste...tutto in vimini verde e bianco...un piccolo attaccapanni...quadretti cruenti come dice Camillo ed il bagno SEMPRE CHIUSO.....GENERAZIONI INTERE di besnatesi hanno usufruito dei servizi di casa mia.
     
  • Latino Paolo Avete un ottima memoria!!!Quella di Pietro ha dell'incredibile....anche i colori ricorda....certo che avere la coda di gente estranea nel proprio bagno non sarà stata una bella esperienza.....ma erano altri tempi......ricordo che in Via Jerago n.1 dove sono nato avevamo un "cesso" in cortile da dividere con altre 2 famiglie
     
  • Pietro Luigi Fedeli ....figurati che il mio cesso l'ho condiviso per anni con quasi tutta Besnate!!!!!

    Latino Paolo Rigorosamente alla turca e con fogli di giornale appesi ad un chiodo sulla parete!!!
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    Pietro Luigi Fedeli ....bravo....un buco e due mattoni per appoggiare i piedi...la famosa LATRINA....ma noi avevamo già il bagno in casa...per fortuna di tutti!
     
  • Rosangela Colombo Addirittura con tutta besnate.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
     
  • Pietro Luigi Fedeli ...per forza...il nostro era diventato il bagno dell'ambulatorio!!!!...come faceva mia mamma a dire no ad una donna incinta o ad un paziente scalciante??..quando scappa scappa....
  • Luisa Bellet i denti......note dolenti..
  • Burin Paolo io ricordo a malapena di essere andato in quello studio ma mi ricordo benissimo la poltrona da dentista che poi era finita nello studio del figlio
  • Stefano Del Carro Io da lì quando ero piccolo prima di un estrazione ne la sono data a gambe con mia mamma dietro che cercava di riprendermi.
  • Antonella Gaiazzi Il dott.Perina aveva la scrivania entrando nello studio sulla sinistra e dietro tutte le foto appese dei suoi figli! Me ne ricordo una con il Dott.Enos , giovanissimo, che si tuffava da un trampolino. Ma ricordo anche le caramelle che regalava ai bambini dopo la visita!!
  • Marco Reina la scrivania e le foto le ricordo anch'io e quell' odore di disinfettante uguale a quello che si sentiva negli ospedali
  • Pietro Luigi Fedeli ....e sotto le foto una vetrina di vetro con i bordi bianchi in metallo con dentro vari strumenti medici...la poltrona da dentista di fronte a sinistra ed il lettino a destra...e davanti alla poltrona un'altra vetrina...più alta. ..come la precedente.. e se non ricordo male c'era anche la macchina per i raggi...
  • Carla Rizzardi io purtroppo mi ricordo bene il lettino e le luci sopra quando mi ha ricucito la testa....
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  • Pietro Luigi Fedeli ....il Doc PERINA mi cuciva almeno una volta la settimana...
     
  • Carla Rizzardi a me è bastata una volta sola e avevo 16 mesi...
     
  • Besnate Civica dice bene Pietro, di fronte all'entrata dello studio la macchina per i raggi di fianco a sinistra della poltrona da dentista, fa ancora paura a pensarci......la fuga all'ultimo momento era frequente.

 

 

Questo è quanto siamo riuciti a ricostruire sulla villa, se arriveranno nuove informazioni, notizie e suggerimenti, saremo ben lieti di integrare il contenuto.

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